Clepsydra Edizioni

Marina Pizzi – Segnacoli di mendicità


Continuamente in sacrificio questa donna incarnata nella poesia di Marina Pizzi; una donna fragile, quanto forte nelle sue idee a pronunciarsi, parte di un mondo “tra storie andate a male”. Continuano così le immagini a delineare questo disagio: “alla cimasa piange il pettirosso / quelle cerase belle senza tocco”, “dove il varo delle rondini non serve / a far felice un discolo”, “in mano alla rondine del boia / l’ordine è chiudere le palpebre”. La donna è un corpo “di danni di anemoni morti”, un continuo ascendere e discendere nell’animo di forti sensazioni e gradazioni di bene e male che l’avvolgono. C’è sempre un interlocutore fermo che fa parte di questa poesia, qualcosa di cercato, un uomo infranto o parte infranta di una donna più forte, “sprigionata dal giogo della mina”. Il tempo di questa poesia è un calco consumato, tenuto in piedi da una resina dove si incollano i respiri ed i limiti, tutte le cose che creano questo mondo intensamente sconvolto, dalla prigionia, dalla morte dei sentimenti, dall’assenza di questo interlocutore che c’è e manca, dal mantenimento di queste penombre che continuano a scendere tra davanzali anneriti e tempi passati. Tutto il linguaggio utilizzato, i termini, le immagini, richiamano continuamente una scrittura pacatamente studiata e pensata a trafiggere l’animo e studiare di questa poesia, ogni radice che la coinvolge e la costruisce, nella sua totale creazione carnale e viva.


Marina Pizzi è nata a Roma, dove vive, il 5-5-1955. Ha pubblicato i libri di versi: “Il giornale dell’esule” (Crocetti 1986), “Gli angioli patrioti” (ivi 1988), “Acquerugiole” (ivi 1990), “Darsene il respiro” (Fondazione Corrente 1993), “La devozione di stare” (Anterem 1994), “Le arsure” (LietoColle 2004), “L’acciuga della sera i fuochi della tara” (Luca Pensa 2006), “Dallo stesso altrove” (La camera verde, 2008); Le plaquettes “L’impresario reo” (Tam Tam 1985) e “Un cartone per la notte” (edizione fuori commercio a cura di Fabrizio Mugnaini, 1998); “Le giostre del delta” (foglio fuori commercio a cura di Elio Grasso nella collezione “Sagittario” 2004). Suoi versi sono presenti in riviste, antologie e in alcuni siti web di poesia e letteratura. Ha vinto due premi di poesia. Nel 2004 e nel 2005 la rivista di poesia on line “Vico Acitillo 124 – Poetry Wave” l’ha nominata poeta dell’anno. Marina Pizzi fa parte del comitato di redazione della rivista “Poesia”. E’ tra i redattori del litblog collettivo “La poesia e lo spirito”, collabora con il portale di cultura “Tellusfolio”.Sul Web si possono trovare diverse raccolte inedite tra cui “La passione della fine”, “Intimità delle lontananze”, “Dissesti per il tramonto”, “Una camera di conforto”, “Sconforti di consorte”, “Brindisi e cipressi”, “Sorprese del pane nero”, “L’acciuga della sera i fuochi della tara”, “La giostra della lingua il suolo d’algebra”, “Staffetta irenica”, “Il solicello del basto”, “Sotto le ghiande delle querce”, “Pecca di espianto”, “Arsenici”, “Rughe d’inserviente”, “Un gerundio di venia”, “Ricette del sottopiatto”, “Dallo stesso altrove”, “Miserere asfalto (afasie dell’attitudine)”, “Declini”, “Esecuzioni”, “Davanzali di pietà”, “Plettro di compieta”, “L’eremo del foglio”, “L’inchino del predone”; il poemetto “L’alba del penitenziario. Il penitenziario dell’alba”.
Sue poesie sono state tradotte in Persiano, in Inglese, in Tedesco.
Sul Web cura i seguenti blog(s) di poesia:
http://marinapizzisconfortidico.splinder.com/=Sconforti di consorte
http://marinapizzibrindisiecipr.splinder.com/=Brindisi e cipressi
http://marinapizzisorpresedelpa.splinder.com/=Sorprese del pane nero
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Si ringrazia per la realizzazione di questo ebook Luca Rossato, fotografo della foto di copertina. http://www.lucarossato.com/
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