Scripta Manent 04/03/2010

La poesia è notizia che rimane notizia, novità che resta nuova, diceva Ezra Pound.
La poesia è una parola che rimane. Scripta manent.

Giacomo Leopardi

Ascolta la poesia letta da Norma Stramucci: clicca qui

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Romina Capo – Appendici – Clepsydra Edizioni

Così per polsino hai la sgorbia della lontananza” così comincia la proposta di Romina Capo, poetessa tormentata, di una poesia nervosa ma snocciolata fino all’osso. Una poesia del dettaglio, delle penombre, fatta di profonde impazienze ed istanti; una poesia breve con una lieve “attitudine al pudore”. Tutto in questa poesia è carnale ma la carnalità viene quasi celata e non vuole rivelarsi interamente; in parte nasconde la sua forma sotto i gesti “bramare il capezzolo della memoria /ed allattarti lungamente”. L’ Io poetico è una donna amante, amante madre, dai nervi scoperti, donna fino al midollo, intensa. Quest’ Io che nella sicurezza nasconde migliaia di insicurezze, pare colei che è parte interamente dell’altro; vive per la forza promotrice che qui è l’amore; amore per la carne e per l’amore stesso semplicemente. Una poesia viva, quanto silenziosa, una poesia intima “barlume di vita / sfama i miei feticci”, “Il vezzo del vivere prepotente mi conquista.”, “quel violare palati / e un testardo coraggio / che mi rincorre lo sguardo”; di forma molto compatta che difficilmente si perde; è una poesia ben definita nei dettagli che marcano a fondo questo spiraglio femminile; a tratti la poetessa sembra spezzare i contenuti dove non ti aspetti un certo suono, spezza il ritmo, per poi riprenderne un altro inaspettatamente; una poesia che nasconde dietro una ricerca della parola e del fiato.

Romina Capo, nata a Venezia nel 1970, vive e lavora a Torino. Ha pubblicato “NAIVE”, Edizioni Il Filo, Roma 2007. Il suo blog personale è http://poetessadelvento.splinder.com/

*

Si ringrazia per la realizzazione di questo ebook Fabrizia Milia, fotografa della foto di copertina.
http://www.flickr.com/photos/39883829@N07/
[sta in: http://www.clepsydraedizioni.com/?p=176]

Calpestare l’oblio. Assemblea dei poeti contro l’oblio.

Comunicato stampa

Calpestare l’oblio: venerdì 8 gennaio, assemblea dei poeti contro l’oblio al “Beba do Samba” di Roma

Venerdì  8 gennaiodalle ore 16 a sera inoltrata, i poeti italiani che a novembre hanno aderito all’iniziativa “Calpestare l’oblio. Poeti italiani contro la minaccia incostituzionale, per la memoria della resistenza repubblicana”, promossa dalla rivista “La Gru” (http://www.lagru.org) e rilanciata dal sito di MicroMega, dalle pagine de L’Unità e dalla rivista Left, in uscita l’8 Gennaio con un articolo interamente dedicato all’incontro, nonché da diversi social networks, siti e blog letterari, si riuniranno in assemblea presso l’Associazione Culturale “Beba do Samba” di Roma (in via de’ messapi n.8, quartiere San Lorenzo), in collaborazione con la rivista di poesia ed arte contemporanea “Argo”.

Apriranno i lavori dell’assemblea gli interventi dei poeti Franco Buffoni, Gianni D’Elia, Flavio Santi, Maria Grazia Calandrone e Pietro Spataro, che passeranno poi il microfono a tutti i poeti e gli spettatori presenti che vorranno intervenire sul tema dell’oblio della memoria democratica e repubblicana, della rimozione della cultura nella società italiana e della funzione che possono svolgere i poeti e gli artisti nell’attuale fase della storia nazionale.

L’iniziativa “Calpestare l’oblio” è stata sottoscritta da oltre cento poeti italiani di diversa età e provenienza geografica, tra i quali, oltre ai nomi già citati, Nanni Balestrini, Roberto Roversi, Luigi Di Ruscio, Giuliano Scabia, Alberto Bellocchio, Maurizio Cucchi, Eugenio De Signoribus, Antonella Anedda, Marco Giovenale, Tommaso Ottonieri, Alba Donati, Giancarlo Sissa, Francesco Scarabicchi, Alberto Bertoni, Lello Voce e tantissimi autori della nuova generazione, nati tra gli anni ’70 e ’80.

“Calpestare l’oblio” vuol dire che i poeti italiani del Duemila non intendono più restare in silenzio di fronte allo sfacelo culturale del proprio Paese, sfacelo che se può essere definito sinteticamente “berlusconismo”, più propriamente è la Storia del trentennio dell’interruzione culturale e della colonizzazione televisiva della società italiana. Contro questo Trentennio di interruzione culturale i poeti di “Calpestare l’oblio” si ribellano. Essi dicono anche che l’ideologia della separazione, per cui alla poesia sarebbe dato di occuparsi solo del dato letterario, è finita. I poeti di “Calpestare l’oblio” reclamano il proprio diritto alla cittadinanza nella Polis del dibattito politico e culturale.

Alle ore 19.00 si susseguiranno le letture poetiche e le performance di una trentina di autori, ed alle ore 23 chiuderà l’evento il concerto del gruppo musicale PANE(http://www.progettopane.org).

É inoltre prevista la partecipazione degli artisti Nicola Alessandrini e Valeria Colonnella che presenteranno due video-installazioni sul tema dell’oblio della memoria democratica.

Straordinaria adesione e presenza di Rosemary Liedl Porta, vedova del poeta Antonio Porta, che leggerà degli inediti del marito.

Davide Nota e Fabio Orecchini, organizzatori dell’evento, presenteranno per l’occasione la nuova versione dell’e-book “Calpestare l’oblio”, a cui hanno aderito molti grandi nomi della poesia italiana contemporanea.

L’evento sarà trasmesso in diretta sulla web-tv MeddleTv (http://www.meddle.tv) e gli atti dell’assemblea saranno in futuro pubblicati assieme alla nuova versione dell’antologia poetica.

Tutti i cittadini, gli studenti, i poeti e gli artisti che vogliono unirsi alla nostra battaglia culturale contro la società dello spettacolo italiana sono invitati a partecipare attivamente all’assemblea dei poeti contro l’oblio, sin dalle ore 16.

Con preghiera di pubblicazione e diffusione,

Davide Nota – La Gru

Fabio Orecchini – Argo e Ass. Cult. “Beba do Samba” (http://www.bebadosamba.it)

Per il catalogo di disegni di Ferruccio Nobile. Di Gianluca Chierici.

C’è un destino in questi disegni,
un accordo d’ombre che alimenta l’incendio degli occhi.
Un cuore di cenere in cui virtù e violenza fanno razzia di schiavi.
Nessuna mediazione universale è possibile.
Tutto accade nella stessa ora.
Le teorie vengono dissipate,
si sfasciano le architetture,
le coscienze si confondono nei volti dell’immanenza.
Si tratta di combattere,
di specchiarsi nel proprio contrario,
di raggiungere l’interno delle cose, baciando urla e identità,
in attesa della rivelazione.
Premono pietre geroglifiche nei lumi del giardino
e compare una volontà estrema, pericolosa.
Un inno antico e immediato che cerca il luogo della propria morte.
Ferruccio Nobile non propone eucarestie, parte da un rovesciamento
nel quale è possibile leggere la decadenza,
lo spreco, la risposta dell’uomo alle possibilità dello splendore.
Ma questa non è una rinuncia, non è una spartizione,
la croce è comunque sospesa nel mantello della sua parodia,
persegue la propria discendenza nel gemito che conduce al contagio.
Non ha formule per sotterrare la fede,
cerca con le unghie il grido del muscolo, il capezzolo della musica.
Sacramento e invocazione si trapassano generando epiloghi,
raggiungono il culmine nella condanna.
In questo susseguirsi di visioni,
una cantilena risveglia il lieve terrore,
mentre il santo nutre il battito dei peccati
e una sete atavica capovolge la lava, nel sentiero.
Legioni di colombe risorgono dalle donne sepolte.
Qui il prodigio ci assale, e la folla sussurra una delle tante leggende,
trillando nel simbolo, la carta, la carne, il potere.
Allora la trama inorridisce, diviene libro muto.
Porta le piume fuori dal pozzo.
Deturpa le forze, le oltraggia.
Consacra la voragine all’errore.
Solo i numeri nascosti nella scacchiera assolvono le ultime vanità.
Se il serpente torna, sempre più frastornato dall’impresa,
la vita dei divieti viene trafitta dal senso, dalla distanza delle maschere.
Così, le pie donne conoscono l’intimità dello scorpione,
e l’innocenza eclissa nuove radici.
Tutto si tiene generando un consumo di corpi dentro ai corpi.
Nel grano che non è più pane, e torna offerta,
vive la paura di restare se stessi.
Una commedia che non vuole eredi.

GIANLUCA CHIERICI

[v. anche http://www.ferruccionobile.com/.
Si ringrazia Gianluca Chierici per aver autorizzato la pubblicazione in anteprima].

Maeba Sciutti: Tipologie critiche. Che fare della poesia on line? (2)

Chi, perifericamente o meno, sporadicamente o in modo continuativo, cerca e legge poesia sia on-line che in versione cartacea, prima o poi deve imbattersi in questo quesito: che cos’è la poesia? Anche il lettore che, come la scrivente, avrebbe deciso da tempo di non porsi questa domanda ora, dopo aver sentito dibattiti di ogni tipo e inviti a porsi l’interrogativo, cede.
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Gianluca d’Andrea su “Poesia” con “Canzoniere I”

la costruzione del verso & altre cose

GIANLUCA D’ANDREA SU “POESIA” CON “CANZONIERE I”

Posted: 09 Apr 2009 09:29 AM PDT

Gianluca D’Andrea è nato a Messina nel 1976. Si è laureato
in Lettere moderne con una tesi su Magrelli (e ben vengano queste tesi) e insegna nelle scuole medie della sua…

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Tags: poesia, appuntamenti, critica letteraria

N. 53 di Atélier

N° 53 DI ATELIER / IN QUESTO NUMERO

Posted: 13 Apr 2009 11:36 PM PDT

In questo numero

Come annunciato sul numero scorso, «Atelier» compie un ulteriore rinnovamento e non per necessità di un semplice maquillage quanto piuttosto per un’interna istanza di portare a compimento il programma annunciato sulla prima pubblicazione.
«E allora, se non abbiamo nulla da dirci, non sarebbe più responsabile corretto tacere?» ci eravamo chiesti nell’ultimo Editoriale. Marco Merlin risponde: «Ma la tentazione del silenzio è l’attrito che santifica ogni incipit e proprio perché il nostro orizzonte è saturo bisogna prendere parola. Proprio perché sono esauriti gli argomenti, è necessario rinominare l’essenziale. […] Ecco, l’adunata risuona ancora, dopo tredici anni, come la prima volta. Tentiamo, di vedetta, nuovi avvistamenti, benché consapevoli che, più si va a fondo nell’orizzonte, più si spalanca la solitudine». La rivista riprende, quindi, il vigore di quella funzione “militante” che ha impresso spallate alla stagnazione delle Lettere. E l’«essenziale» si traduce in una rinnovata attenzione ai “problemi originari”, ai problemi costitutivi, ai problemi che concernono non solo la letteratura, ma l’“essere” scrittori, poeti, critici, lettori e cioè l’uomo.

Apre Saggi un lavoro di Massimo Morasso sul rapporto tra cittadino europeo ed arte. Se «il destino di una società dipende dalle minoranze creative», proprio la dimensione culturale europea può aprire quegli orizzonti di Umanesimo che da letteratura vanno trasformati in strumento di civile convivenza politica. Dopo questa apertura storica, letteraria e antropologica, l’attenzione della rubrica si concentra sul problema della parola. Giuliano Ladolfi, a dieci anni dalla pubblicazione dell’Opera comune. Antologia di poeti nati negli Anni Settanta, sottopone a verifica le deduzioni pubblicate nella prefazione, sostenendo che la poesia italiana ha compiuto una “svolta” decisiva visibile soprattutto in una parola che ha riallacciato un rapporto con il mondo. Delle nuove tendenze egli ricerca i fondamenti epistemologici nelle aporie del pensiero contemporaneo e ne deduce le conseguenze sul piano poetico in un procedimento deduttivo sul piano espositivo, ma decisamente induttivo sul piano di un lavoro pressoché quindicinale sulla produzione contemporanea. Come campionature esemplificative egli esamina le composizioni di Simone Cattaneo, di Raimondo Iemma, di Matteo Fantuzzi e di Andrea Temporelli. Umberto Fiori prosegue nell’esame dell’opera di Franz Kafka attraverso l’analisi del celebre racconto La metamorfosi cogliendo con convincente acume nell’impossibilità di comunicare la tragedia del protagonista. Davide Brullo, infine, ricerca nell’originaria “ingenuità” il vigore della parola poetica.
La Lettera aperta, scritta da Davide Brullo, è indirizzata a Paolo Febbraro. Il mittente si lamenta di un giudizio espresso nei confronti di suo lavoro, basato su pregiudizi politici e non su valutazioni critiche o letterarie.
Voci è dedicata ad un solo poeta, Fabio Franzin. Dopo una breve nota biografica e l’autopresentazione, vengono catalogate le opere in dialetto e in lingua, in poesia e in narrativa; segue l’elenco degli studi critici a lui dedicati e una scelta antologica edita e inedita dei migliori studi. Completa la presentazione una selezione di testi editi e inediti.
Anche Letture, come annunciato, si presenta con una progettazione rinnovata: pochi lavori, approfonditi, quasi saggi, «liberi dalla frenesia del presente».
G. L.

Pubblicato da AtelierPoesia

News da “La costruzione del verso e altre cose”

GIORGIO BARBERI SQUAROTTI – GIOVANNI NUSCIS, SILVIA COMOGLIO E LORENZO MARI: LE NOVITA’ ARCOLAIO

Il titolare, GIANFRANCO FABBRI,
GLI AUTORI  e i DIRETTORI DI COLLANA DELLA CASA EDITRICE L’ARCOLAIO

stelvio di spigno – stefano guglielmin . filippo davòli – lorenzo carlucci -…

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Biblio. Lino Molinario

BIBLIO / LINO MOLINARIO

Lino Molinario, Percezioni di finitezza, Novara. Zen 2008
Circa un mese fa mi telefona Lino Molinario per domandarmi un parere sulle sue ultime pubblicazioni. Risposi che ne avevo ricevuta soltanto una e che non avevo notizia della raccolta Percezioni di finitezza. «Gliela manderò quanto prima. Mi sembra di raggiunto un livello apprezzabile: descrive l’esperienza che ho vissuto durante il ricovero ospedaliero in una clinica milanese». Il poeta, nel chiarirmi la questione, mi fa venire le lacrime agli occhi.
Qualche giorno dopo giunge il libretto. Mi precipito a divorarlo, ma non mi sento di accostarmi immediatamente alla tastiera.

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